martedì 17 febbraio 2015

Caro Milan...

La questione relativa all'eventuale cessione del Milan sta diventando piuttosto grottesca.

L'impressione è che la società di Berlusconi sia completamente allo sbando. Berlusconi non vuole più spendere. Lo dimostrano i rubinetti chiusi da tempo e l'incapacità dei rossoneri di essere competitivi sia sul fronte del calcio mercato che su quello del calcio giocato.

Il Milan occupa la colonna di destra della classifica di Serie A e molto probabilmente ci rimarrà almeno fino al termine di questa stagione. La situazione è complicata e la tattica attendista di questi mesi non fa altro che aggravarla. Senza soldi è impossibile ricostruire la squadra visto che si ha troppa paura di investire massicciamente sui giocatori che fornisce il vivaio.

La strade per ripartire sono fondamentalmente due: o investire massicciamente acquistando grandi giocatori sperando in un progetto tecnico che possa dare i suoi frutti oppure ripartire cercando di puntare sui giovani rischiando tanto ma raccogliendo i frutti fra due-tre anni. Il Milan non ha scelto nessuna di queste due strade. Se n'è inventata una terza e i frutti sono marci.

L'incapacità di fare mercato senza tanti soldi è palese. La creatività degli uomini mercato del Milan ha dato risultati altalenanti: bene gli affari Menez, Bonaventura e Destro, così così quelli di Honda, Diego Lopez, pessimi gli investimenti su Fernando Torres, Essien, Van Ginkel e la gestione dei casi Balotelli e Pazzini e dell'ex pupillo di Berlusconi Seedorf. Se fosse una società qualsiasi il bilancio sarebbe leggermente in positivo ma visto che stiamo parlando del Milan qui ci troviamo di fronte a un mezzo fallimento.

Il Milan deve fare una scelta: restare per anni nella mediocrità e sperare in qualche colpo di fortuna o giovane di talento da vendere bene alle grandi d'Europa (fino a 5 anni fa il Milan era una delle grandi d'Europa) oppure accettare una delle offerte che vengono dall'estero e aprire un progetto serio di ristrutturazione aziendale aprendo un nuovo ciclo a partire dal nuovo stadio. Mr B. italiano, Berlusconi, è molto legato al suo Milan ma per poterlo far tornar grande deve prendere in considerazione gli interessamenti che vengono, ad esempio, dall'Asia, come quello dichiarato dal Mr. B thailandese Bee Taechaubol o quello del colosso cinese Wanda.

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