Nel calcio siamo conosciuti come maestri "catenacciari" e
abili contropiedisti. Nemmeno gli anni del Milan di Sacchi, la Roma di Spalletti e oggi la Juve di Conte hanno eliminato
nell’immaginario collettivo questa definizione del calcio italiano. Ma il
contropiede non è solo una peculiarità tricolore.
Lo si può notare, ad esempio, in Spagna dove i centrocampisti pare siano dei meri suppellettili e la zona mediana del campo è spesso preda delle ripartenze fulminee delle squadre "catenacciare".
Lo si può notare, ad esempio, in Spagna dove i centrocampisti pare siano dei meri suppellettili e la zona mediana del campo è spesso preda delle ripartenze fulminee delle squadre "catenacciare".
Il Barcellona non è di certo una formazione che fa del catenaccio la sua arma principale. La squadra catalana fa meno possesso rispetto ai tempi di Guardiola e punta molto sulle ripartenze dei suoi fenomeni della velocità Messi, Pedro, Iniesta etc etc.
In questa azione in cui il Barça riparte dalla sua tre
quarti campo c’è la sintesi perfetta del concetto di contropiede. I blaugrana,
pressati dai calciatori del Siviglia, riescono a uscire dal lato destro della
difesa e nel giro di 14 secondi trasformano una mera azione difensiva in una
ripartenza da manuale che vale il gol del momentaneo 2-1. Sono 5 i calciatori
catalani coinvolti nell’azione di contropiede, 12 i tocchi al pallone; gli due
di Messi che con il primo si alza il pallone e con il secondo lo scaglia in
fondo alla rete.

Nessun commento:
Posta un commento