venerdì 11 luglio 2014

La sottile differenza fra un campione e un buon giocatore sta anche nella dose di fortuna

Il destino di Brasile e Argentina nei Mondiali 2014 è stato inversamente proporzionale. Quasi tutti davano i verdeoro già in finale. In tanti si chiedevano solo quale sarebbe stata la squadra avversaria di Neymar e compagni in finale. Il finale (non LA finale) è stato ben diverso: umiliazione nazionale, Thiago Silva a guardare sbigottito in tribuna, Neymar impotente davanti la tv con la sua schiena malconcia.
Il Brasile non va in finale (il sostantivo al femminile questa volta) e un'intera nazione cerca di trovare i colpevoli della debacle clamorosa contro la Germania.


Ce ne sono almeno due: Scolari e Fred. Il ct verdeoro non ha saputo gestire lo spogliatoio sempre sull'orlo di una crisi di nervi per l'enorme pressione di media e popolo brasiliano. La presenza della psicologa in ritiro vale più di mille altre righe in questo pezzo.
Fred è la punta che ha deluso perchè ha fatto un solo gol (e pure in fuorigioco) e perchè è sembrato non essere all'altezza della sua nazionale. Ma diciamolo, quanti erano realmente i giocatori che meritavano in questi Mondiali di indossare quella maglia? Se si provasse a fare un raffronto fra il Brasile di quest'anno e quello campione del 2002 potreste capire che fra le due selezioni c'è quasi un abisso.

Goal.com ha anche analizzato la prestazione di Fred contro la Germania con le mappe di calore. Sapete qual è la zona di campo in cui ha toccato più palloni?
Il centrocampo. Non perchè avesse compiti di indietreggiare e raccogliere palloni arrivando fino alla metà campo ma perchè lì doveva tornare a battere il calcio di inizio a ogni gol dei tedeschi. Mai un tocco al pallone in area di rigore avversaria. Con una prestazione così deludente Fred diventa in automatico il principale capro espiatorio di tutta la Seleçao.

Per un calciatore che campione non lo è mai stato a un altro che campione lo è a tutti gli effetti e la sua bacheca di trofei personali e di club ce lo ricorda: Leo Messi. La 'Pulce' ha trascinato a suon di gol la sua nazionale nel girone eliminatorio poi, però, la sua stella si è un po' eclissata nelle partite a eliminazione diretta. Agli ottavi contro la Svizzera ha deciso Di Maria ai supplementari, ai quarti decisivo il gol in apertura del Pipita Higuain, in semifinale la lotteria dei rigori.

Messi è atteso al riscatto in finale contro la Germania in cui dovrà mostrare di essere quel giocatore in grado di cambiare l'esito di una partita con una sola giocata. Nella semifinale contro l'Olanda il campione dell'albiceleste ha toccato tantissimi palloni ma è sempre stato tenuto a debita distanza dall'area di rigore degli Orange.
Una cosa in comune con Fred insomma, l'unica cosa in comune fra l'attaccante della Fluminense e il numero 10 del Barça.


Fred è un attacante, Messi è l'attaccante.
Fred ha perso 7-1, Messi è in finale contro la Germania.
Fred è il bersaglio dei tifosi, Messi è e resta l'idolo dei suoi tifosi.



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